Quando scegli una crema solare, ti basi sul fattore di protezione: quanta protezione vuoi? Ma sapevi che gli ingredienti giocano un ruolo fondamentale nella protezione e che non tutti i filtri solari sono ugualmente stabili? Se vuoi davvero proteggerti al meglio dal sole, leggi questo articolo!
Le origini della crema solare
La crema solare arrivò sul mercato come prodotto solo nel 1948. Fu sviluppata dal chimico Franz Greiter, dopo che lui stesso rimase gravemente scottato dal sole durante un'ascesa su una montagna in Austria nel 1938. Ci vollero quindi altri 10 anni prima che riuscisse a lanciare un prodotto. Solo negli anni '60 coniò il termine "Sun Protection Factor", che oggi conosciamo in tutto il mondo come SPF e utilizziamo come standard per indicare l'efficacia della crema solare.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale i canoni di bellezza cambiarono: se in precedenza una carnagione chiara era simbolo di status, abbronzarsi divenne una tendenza sempre più diffusa. Questo perché l'abbronzatura avrebbe dimostrato di essere benestanti e di potersi permettere molte vacanze in luoghi caldi. In quel periodo anche l'industria cosmetica cresceva e diventava sempre più sofisticata, riuscendo a presentare la crema solare in una veste cosmetica attraente. Nacque così un'ampia gamma di SPF, come fattore 2, 5, 10, 15, 20, 25, 30 e 50.
La crema solare di oggi
Il fattore di una protezione solare non nasce per caso, ma dalla combinazione di ingredienti in determinate percentuali. Gli ingredienti che offrono protezione contro i raggi UV li chiamiamo filtri solari. Oltre a questi filtri solari, alla crema solare vengono aggiunti emollienti, conservanti, emulsionanti e profumi. Su questo fronte i vari brand cosmetici si sbizzarriscono, perché ogni marchio vuole che la propria crema solare sia unica e percepita come la migliore.
Questo è anche uno svantaggio di cui come consumatori non siamo sempre consapevoli. Tutti quegli additivi aggiunti a una crema solare per renderla piacevole da stendere, non appiccicosa, dal profumo gradevole e dalla texture morbida vanno a volte a discapito della qualità del prodotto. Esiste infatti una categoria numerosa di ingredienti che possono avere effetti negativi sulla pelle e sulla salute. Il profumo, ad esempio, può causare irritazione cutanea, secchezza o può reagire con i raggi solari a contatto con la pelle. Alcuni tipi di alcol nei cosmetici compromettono la barriera cutanea. E non tutti i filtri solari sono ugualmente sicuri per la salute.

Le differenze tra i filtri solari
I filtri solari si dividono in filtri fisici (noti anche come minerali), creme solari naturali e filtri chimici. "Filtri chimici" può sembrare un'espressione negativa all'orecchio moderno, ma non dovresti vederla in questi termini. Entrambi i tipi di filtri hanno infatti un meccanismo d'azione diverso, con vantaggi e svantaggi.
Il filtro solare chimico
Nel corso degli anni sono stati sviluppati molti tipi di filtri chimici. Attualmente ne puoi trovare circa 20 nell'industria cosmetica europea. Lo scopo di un filtro chimico è penetrare negli strati cutanei e assorbire qui i raggi UV-A e UV-B, neutralizzandoli. Il filtro solare chimico ha bisogno di 30 minuti per penetrare nella pelle prima di offrire una protezione adeguata. Il vantaggio di questo filtro chimico è che può essere abbastanza resistente all'acqua, proprio perché penetra nella pelle e non si elimina facilmente con il risciacquo.
Il grande svantaggio dei filtri chimici è che una parte di essi è in grado di penetrare nel flusso sanguigno e causare problemi di salute, come squilibri ormonali. Inoltre, non tutti i filtri solari chimici sono stabili a contatto con i raggi UV e quindi non offrono la protezione che il prodotto promette. In aggiunta, alcuni filtri solari chimici possono causare irritazione cutanea, eruzioni solari e allergie da contatto. Alcuni filtri solari chimici che sarebbe meglio evitare sono: Benzophenone-3, Ethylhexyl Methoxycinnamate, Octyl Methoxycinnamate e Octocrylene. Con questi nomi puoi trovarli nell'INCI. Spesso questi filtri solari si trovano nelle creme solari di fascia più economica.
La domanda è quindi: perché questi filtri solari chimici meno sicuri vengono ancora utilizzati nell'industria cosmetica? Alcuni filtri chimici sono già stati vietati dalla normativa europea sui cosmetici, ma non esistono ancora prove scientifiche sufficienti per tutti i filtri chimici. E le aziende cosmetiche che producono le creme solari sanno bene che il consumatore non sa cosa cercare e acquista il prodotto comunque.
Fortunatamente esistono anche alcuni buoni filtri chimici che sono stabili, non penetrano nel flusso sanguigno e non causano irritazione cutanea o allergie. Alcuni buoni filtri solari chimici sono:
♣ Bis-Ethylhexyloxyphenol Methoxyphenyl Triazine
♣ Diethylamino Hydroxybenzoyl Hexyl Benzoate
♣ Ethylhexyl Triazone
♣ Methylene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbutylphenol (nano)
Sono nomi piuttosto lunghi, ma forse ti sarà utile tenere questo articolo a portata di mano mentre scegli la tua crema solare!
Il filtro solare fisico/minerale, ovvero la crema solare naturale
Il filtro solare fisico è detto anche filtro minerale. Il meccanismo d'azione di questo filtro lo ricordo sempre pensando a "fisico" come a qualcosa di tangibile: il filtro solare fisico deposita infatti uno strato protettivo fisico SULLA pelle, come una sorta di specchio che riflette i raggi UV. Mentre il filtro solare chimico penetra nella pelle, questo rimane come un film in superficie. Esistono solo due ingredienti che formano un filtro solare fisico: l'ossido di zinco e/o il biossido di titanio. Possono essere usati singolarmente o insieme, e maggiore è la percentuale di ossido di zinco e/o biossido di titanio, più alto è il fattore di protezione. Lo svantaggio di questi filtri solari è che sono di colore bianco e devono quindi essere trattati per non lasciare un residuo bianco sulla pelle durante l'applicazione. Riducendo i principi attivi in particelle microscopiche, la crema diventa più trasparente. Questa tecnica si chiama nanotecnologia. Esiste un ampio dibattito sulla sicurezza delle nanoparticelle, poiché potrebbero penetrare nell'organismo. Per fortuna la maggior parte delle aziende cosmetiche è trasparente riguardo all'utilizzo o meno della nanotecnologia nelle proprie creme solari fisiche.
I filtri fisici senza nanotecnologia hanno molti vantaggi. Non penetrano nel flusso sanguigno, quindi non hanno effetti disturbatori sul sistema ormonale. Non causano inoltre irritazione cutanea o allergie. Per questo motivo questi filtri solari sono adatti anche ai bambini e ai neonati, nonché alla pelle sensibile. Inoltre, un filtro solare fisico agisce immediatamente dopo l'applicazione, senza necessità di 30 minuti di posa. Molte persone applicano la crema solare solo quando sono già in spiaggia, o proteggono le spalle dei propri figli solo quando stanno già giocando in giardino. Un filtro solare fisico ti garantisce una protezione immediata. Inoltre, un filtro solare fisico impedisce anche che il calore dei raggi UV penetri negli strati cutanei, il che è molto utile per la pelle sensibile, irritata o già scottata. In più, questo filtro solare protegge meglio contro la sovrapproduzione di pigmento, rendendolo ideale anche per prevenire la maschera gravidica (melasma) durante la gravidanza.
Un filtro fisico è però meno resistente all'acqua, proprio perché rimane sulla superficie della pelle e può essere rimosso. In linea di principio, con questo filtro solare dovresti applicare un nuovo strato di crema solare subito dopo ogni contatto con l'acqua.
Il fattore giusto
Da sempre più ricerche emerge che, per la migliore protezione, il fattore 30 e il fattore 50 sono le scelte migliori. Mentre in passato si calcolava quanto tempo si poteva stare al sole in base al proprio fototipo e a un fattore 10 o 20, oggi si consiglia sempre più di riapplicare il fattore 30 o 50 ogni due ore. Una crema solare non protegge infatti solo dalle scottature solari, ma rallenta anche il processo di invecchiamento cutaneo. I raggi UV-A danneggiano le cellule della pelle e i loro processi, causando la comparsa precoce di segni di invecchiamento cutaneo, come la pigmentazione, il rilassamento della pelle e le rughe. Inoltre, esporsi al sole senza protezione o con una protezione insufficiente aumenta anche il rischio di cancro della pelle.
Conclusione
La crema solare ideale secondo gli specialisti di Care for Skin è almeno crema solare fattore 30 e contiene sia una combinazione di un buon filtro chimico sia un filtro fisico. Il filtro chimico rende infatti la crema solare leggermente più resistente all'acqua, mentre il filtro fisico è più stabile e offre una protezione immediata. Eppure sono ancora pochi i brand che riescono a creare questa combinazione perfetta nelle loro creme solari. Per questo motivo, quando si deve scegliere, preferiamo una crema solare fisica a una chimica. È inoltre importante che la crema solare sia priva di alcoli aggressivi e parabeni e contenga la minore quantità possibile di profumo.
Disclaimer: il termine "waterproof" non può più essere utilizzato per una crema solare, poiché non può mai essere completamente impermeabile. Il fattore di protezione diminuisce a ogni contatto con l'acqua. Il termine "resistente all'acqua" può indicare che un prodotto, dopo due ore e contatto con l'acqua, mantiene ad esempio ancora il 50% della sua efficacia. Una crema solare non può quindi mai proteggere per un'intera giornata con una sola applicazione.
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