Penso che sia una cosa da donne, essere sensibili ai complimenti, ma allo stesso tempo essere sensibili anche alla negatività. Uno sguardo di disapprovazione o parole cattive possono colpire duramente, e la mia esperienza mi ha insegnato che le donne ne sono più sensibili degli uomini. Perché? Non sono una psicologa, ma è un dato di fatto che molte donne vivono con una scarsa autostima. Le donne, me compresa, trovano facilmente qualcosa di sé che non gli piace. Me ne accorgo anche con le mie clienti. Quando chiedo, ad esempio, come vogliono modellare le sopracciglia, la prima cosa che sento è che le sopracciglia non sono belle e che proprio per questo quel determinato modello starà loro meglio. Non sento quasi mai dire che trovano le proprie sopracciglia belle e che quindi vogliono modellarle bene e dargli un po' di colore, per valorizzare ulteriormente gli occhi. In fondo è piuttosto strano che anche qualcosa di così piccolo venga affrontato da un'angolazione negativa.
Equilibrio
Lo sapevi che 10 espressioni positive equivalgono a 1 negativa? Se qualcuno riceve 10 complimenti per le sue scarpe nuove e 1 commento negativo, c'è equilibrio. Con un 2° commento negativo, la bilancia pende verso il negativo. È già tutto detto.
Mia madre era bravissima a fare complimenti, soprattutto per esprimere quanto fosse orgogliosa dei suoi figli e nipoti. Sono già 2 anni che non è più con noi, e ci ha lasciato con tanti ricordi come questi. Quando passavi a trovarla, diceva spesso: "tesoro, che bel cappotto che hai" oppure "che bello che sei qui". O quando qualcuno portava qualcosa da mangiare: "com'è buono, sai". Ecco come possono essere le madri e le nonne, e lei lo sapeva fare benissimo.
Quello che non sopportava era sentir dire qualcosa di negativo su qualcosa o qualcuno a lei caro. Su questo era chiara. Dopo 50 anni di campeggio, aveva dovuto vendere il suo caravan. Era ormai vedova e stava per trasferirsi in un appartamentino. Il caravan, insomma, era il momento di dire addio a quell'epoca. Non poteva più evitarlo. Le pesava molto, il che era del tutto comprensibile. Viveva quel periodo come un grande distacco da tutto: il marito, la casa, e con esse anche un po' della propria vita.
Il caravan fu messo in vendita a un prezzo ragionevole, anzi abbordabile. Volevamo che andasse tutto liscio per lei, altrimenti la sofferenza sarebbe diventata troppo grande. Mia madre aveva fumato tutta la vita, anche nel caravan; il risultato era visibile nel colore degli interni. Dopo una bella pulizia il caravan profumava di fresco, ma purtroppo il colore era ormai definitivamente cambiato.
Troppo da digerire
Il primo acquirente che si fece avanti era un commerciante, un uomo simpatico e ragionevole. La prima cosa che fece notare fu che nel caravan si era fumato. Mia madre lo negò categoricamente, con una faccia di bronzo. Era furiosa: come osava sminuire il suo caravan, il suo bene più prezioso. Era troppo da digerire, e non ci pensava neanche lontanamente di lasciar "comprare" il caravan a quell'uomo.
Il secondo acquirente era una coppia "adorabile", entusiasta della sua casetta dei sogni. Le fecero i complimenti per quanto fosse ancora bello il caravan, ben tenuto, e dissero che non vedevano l'ora di godersi per tanti anni ancora il suo bene più prezioso. Il prepotente contro la coppia adorabile: non è difficile immaginare chi poté "comprare" il caravan.
Fa' un complimento a qualcuno ogni giorno: illumina la mia giornata, e di sicuro anche la tua!