Tre settimane di vacanza questa estate, un po' diversa, come per tutti. In ogni caso, dopo un po' di riposo, comincia a venire voglia di darsi da fare e cosa fai allora… pulire la soffitta. Dietro casa nostra c'è un grande capannone, dove al piano terra si trova il salone, e questo è interamente dotato di un soppalco. E quando hai a disposizione un grande capannone con anche un enorme solaio, sai già come va a finire: tanto Caos, scritto volutamente con la maiuscola.
Dopo il caffè abbiamo cominciato con entusiasmo, e allora ti rendi conto che quella sensazione di "lo facciamo in un attimo" non è poi così semplice da realizzare. Perché quel Caos non è soltanto disordine, ma soprattutto tutta la tua vita e quella della tua famiglia. Tutti gli scatoloni imballati, i libri di scuola e chi più ne ha più ne metta: li abbiamo calati giù dalla soffitta e abbiamo cominciato a frugare. Quante cose abbiamo ritrovato, e che giornata di nostalgia è stata, con i suoi "oh, guarda un po' questo" e "che carino" e "accidenti, non ricordavo che funzionasse così". Ti sarà capitato sicuramente, da noi non sarà andata diversamente che in tanti altri soffitti che aspettano una bella sistemata.
Quello che è stato davvero bello è stata la scatola con la storia del salone: i vecchi listini prezzi, i biglietti da visita, la contabilità, le vecchie agende, trent'anni di storia. E indovina un po': nel 1993 scrivevo le mie newsletter a mano. Oggi, con tutti i nostri social media e i piani di marketing, è difficile anche solo immaginarselo. Succedeva così: con un buon pennarello nero a punta fine, lettere curate, disegnini e contenuti comunque di qualità — la newsletter veniva scritta e poi fotocopiata altrove per essere distribuita ai clienti per tutto il mese. I volantini li distribuivo di sera, quando era buio, passando da una cassetta delle lettere all'altra: era più veloce e anche un po' anonimo.
Partecipare alle fiere del quartiere per farsi conoscere, fare dimostrazioni nelle associazioni delle donne di campagna e molto altro ancora. Tante azioni concrete per farsi sentire… Nel 2020 siamo dietro allo schermo e tutte queste iniziative vengono comunicate da lì, ovviamente con lo stesso spirito, ma in modo un po' diverso.
La cosa più bella che ho trovato erano le vecchie agende: che storia e che piacere leggerle. Non c'erano solo gli appuntamenti con i clienti, ma naturalmente anche tutti gli episodi della nostra vita familiare. Lezioni di nuoto, compleanni, vacanze, le ore della babysitter, tante gioie e dolori, momenti di lacrime e di risate, tutto scritto in questi grandi libri. Persino i miei genitori (oggi purtroppo scomparsi) prendevano appuntamenti con i clienti e rispondevano al telefono con grande affetto nei momenti in cui lavoravo mentre loro erano a casa a fare i nonni. È stato davvero emozionante ritrovare anche la loro grafia tra quelle pagine.
E allora cosa fai, butti tutto e lo mandi alla raccolta della carta… no, alla fine no. C'era tanto Caos, con la maiuscola volutamente, in parte perché era tanto, ma soprattutto perché era un Caos prezioso. Ora c'è di nuovo uno scatolone in un angolo di quella grande soffitta, pieno di bei ricordi che posso custodire.